Presente prossimo

Una poesia che scrissi il 24/12/2007, vigilia di Natale.
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Se pensi che l’uso del tempo affligga

le timorose minuzie d’amore,

pure non tutti i minuti

-credimi –

ci hanno attraversato,

vetrosa rugosità,

sottraendo.


Quando nel mio eremo interiore

la solitudine è più dura, e l’addiaccio,

in cui mi perdo, ripara

la mente dall’equivoco mondano,

ancora mi è caro, e sempre più

e più ancora,

il sentimento di te, mia vicina,

perché si è vicini, amore mio,

solo nell’assenza,

lì dove ci trovammo, nella cura

della stessa ferita, nel tumulto

dei nostri frammenti.

In ciò che non fummo, in ciò che non siamo,

in ciò che non saremo

custodiamo ancora il segreto

di questo dono promesso

- di questo presente

a venire.

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