Mnemosyne (III)

Dal testo della terza stesura del canto Mnemosyne, di Hoelderlin, la mia personale traduzione, risalente ai tardi anni ’90.

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Maturi, tuffati nel fuoco, cotti,
sono i frutti, sulla terra provati, e c’è una legge,
che tutto s’addentri, come le serpi,
profetiche, sognanti
sulle colline celesti. E molto
è da serbare, come carico di legna
sulle spalle. Ma cattivi sono
i sentieri. Erranti, infatti,
come cavalli, procedono, prigionieri,
gli elementi, le vecchie
leggi della terra. E sempre
al non-limitato muove la nostalgia. Ma molto è
da serbare. E d’uopo è la fede.
Ma né innanzi né indietro vogliamo
vedere. Ci lasciamo cullare, come
sull’ondeggiante battello del mare.

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