Un breve appunto sullo scrivere, e sull’inquietudine di una notte, risalente al novembre 2008.
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La notte è bianca come questo foglio, per chi maldestramente perpetua il vizio di filosofare. Un colpo di penna si aggira nella mente, prima di incidersi su carta, e determina i pensieri in funzione dell’inquietudine che essi siano in grado di suscitare.
In verità, scriveva un seduttore, non v’è altro che un uomo possa fare, per l’altro, se non inquietarlo; circa le cose ultime, ovviamente, ma, cosa che sfugge ai seduttori, quell’altro inquieto…è io, quel castello di sabbia assiso sulle rive d’Acheronte.
