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	<title>Paolo Graziani - Scrittura che manca</title>
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	<description>Esistere è un&#039;attitudine che non dispero di fare mia</description>
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		<title>Il quizzone è meglio del superenalotto</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 06:13:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Personale]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;otto settembre mi presenterò a Pisa, come altri 2800 aspiranti infermieri, fisioterapisti, tecnici di ogni branca delle professioni sanitarie, per il test d&#8217;ammissione all&#8217;università, per le lauree triennali di medicina. Nel mio caso, mi ritrovo a tentare questa strada dopo &#8230; <a href="http://www.paolograziani.it/?p=206">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;otto settembre mi presenterò a Pisa, come altri 2800 aspiranti infermieri, fisioterapisti, tecnici di ogni branca delle professioni sanitarie, per il test d&#8217;ammissione all&#8217;università, per le lauree triennali di medicina.</p>
<p>Nel mio caso, mi ritrovo a tentare questa strada dopo anni di incurabile precariato e disoccupazione cronica; un po&#8217; come tanti, a quanto pare. Ma non è su questo che volevo soffermarmi ora.</p>
<p>Piuttosto, seguendo le notizie e i <a href="http://www.ammissione.it">forum </a>relativi ai test d&#8217;ammissione, mi è capitato di leggere innumerevoli e evidentemente mai sopite polemiche, relative all&#8217;uso, invalso da molti anni, di questi test con 80 domande come metodo di selezione degli aspiranti universitari, in particolare nelle professioni mediche (medicina, odontoiatria, professioni sanitarie,veterinaria).</p>
<p>I numeri effettivamente destano sensazione: per medicina il rapporto fra candidati e posti disponibili in alcune università raggiunge la cifra di 12 a 1. Dodici candidati per ogni posto. Complessivamente credo si arrivi a superare, quest&#8217;anno, i centomila candidati nelle professioni mediche, per un numero di posti complessivi pari circa a un quarto di questa cifra&#8230;<br />
E&#8217; ovvio che ci sia malanimo, da parte dei tanti (chissà dove mi collocherò io) che resteranno fuori da questa selezione.</p>
<p>Ma non è accettabile, tuttavia, sentir parlare di &#8220;lotteria&#8221;, <a href="http://www.corriere.it/editoriali/10_settembre_02/lotteria-dei-test-editoriale-severgnini_11c725cc-b652-11df-83d3-00144f02aabe.shtml">come</a> <a href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=470574">hanno</a> <a href="http://www.repubblica.it/scuola/2010/09/01/news/universit_al_via_la_lotteria_dei_quiz_ma_lanno_prossimo_pre-test_alle_superiori-6673419">fatto</a> <a href="http://www.ilsalvagente.it/Sezione.jsp?titolo=La%20Gelmini:%20''Impossibile%20regolarizzare%20200.000%20precari'',%20la%20Cgil:%20''Ma%20deve%20incontrare%20chi%20protesta''&#038;idSezione=8032">anche</a> alcuni <a href="http://www.google.it/url?q=http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/02/universita-scatta-lora-dei-test-di-selezione-roulette-russa-contro-il-diritto-allo-studio/55894/&#038;sa=X&#038;ei=rYqATL-CHdiVOPrX8M4O&#038;ved=0CCoQqQIoAjAA&#038;usg=AFQjCNG4WZ0sdokLue5ycmlmkaeyUPjaoQ">giornali</a>. </p>
<p>Va bene fare sensazionalismo giornalistico, ma stupisce veramente questo uso irrazionale ed equivoco del linguaggio. La lotteria è una estrazione governata dal caso, un sorteggio da cui scaturisce una vittoria o una perdita derivante esclusivamente dalla sorte, come del resto la parola sorteggio evidenzia.<br />
I test di ammissione con questa cosa non c&#8217;entrano nulla.</p>
<p>La fortuna, certo, conta: le domande vertono infatti su un panorama amplissimo di materie, ed è difficile poter essere veramente ben preparati su tutto ciò che è richiesto, per cui un certo margine di variabilità, di casualità, può provocare punteggi più o meno alti a seconda delle domande che usciranno e quindi della preparazione del singolo candidato (per esempio: escono domande di matematica difficili, e il candidato è debole in quella materia, questo avvantaggia quelli più forti in matematica).<br />
Ma questo, alla fine, può pesare per un 10-15% del risultato, al massimo. Cioè: un candidato che poteva aspirare a fare 60 punti, per particolare sfortuna nelle domande può fare 50. E questo nel caso peggiore.<br />
Per il resto, la cosa determinante è semplicemente la preparazione.</p>
<p>Ed è incredibile questa battaglia di retroguardia a cui si appassionano, vedo, soprattutto presunti soggetti di sinistra, in nome di una concezione del diritto allo studio assolutamente <em>d&#8217;antan</em>, d&#8217;epoca.<br />
Si protesta, ad esempio, contro la presenza della cultura generale nei test d&#8217;ammissione: 40 domande, che poi spesso sono più di logica che di cultura nozionistica. Come se un aspirante medico dovesse essere esente dal sapere chi ha scritto &#8220;l<strong>a coscienza di Zeno</strong>&#8220;, o che cosa significa la parola <strong>eclettico</strong>. I risultati della mancanza di cultura generale poi si vedono, che so: quando ieri al TG1 un anziano medico, intervistato a proposito della validità del test come metodo selettivo, sosteneva (in un italiano claudicante) che il test è sbagliato perchè il vero medico deve imparare a stare vicino ai pazienti nella sofferenza e così via, come se questa sua risposta avesse un qualche nesso logico (e non l&#8217;aveva)con la domanda dell&#8217;intervistatore.<br />
Prima di poter fare qualsiasi studio di tipo universitario, bisogna almeno avere quel minimo di cultura che ti consente di capire che cosa ti sta chiedendo, o che cosa ti sta dicendo, l&#8217;interlocutore con cui parli, che potrebbe essere un professore che ti sta insegnando l&#8217;anatomia, o un paziente che ti sta spiegando i suoi sintomi!! Se non sei in grado di capire, non sarai mai un valido medico o un valido veterinario!! Ecco a cosa serve la cultura generale.</p>
<p>Altri poi se la prendono col test sostenendo che non dovrebbe proprio essere fatto. E qui ritorna la questione del diritto allo studio. Diritto allo studio= diritto di tutti di studiare.<br />
Sconfessati dai numeri, costoro, perchè non forniscono alcuna spiegazione sensata di come si potrebbe mai assicurare non solo un futuro lavorativo, ma anche semplicemente un presente di studio dignitoso, a migliaia di aspiranti medici. Che so, a Chieti i candidati a medicina sono DODICI VOLTE i posti disponibili. Senza selezione, bisognerebbe o moltiplicare le aule e i professori per dodici volte, oppure inevitabilmente veder decrescere di dodici volte la qualità dell&#8217;insegnamento e dello studio universitario. Entrambe le opzioni sono inaccettabili da un punto di vista semplicemente logico, per non parlare poi dell&#8217;ovvia conseguenza per la quale dopo anni di università, tutti questi aspiranti medici finirebbero nel gorgo di una disoccupazione di massa pressocchè irrisolvibile. E idem per le altre professioni mediche.<br />
Quando studiavo filosofia, spesso mi lamentavo, con i miei colleghi e amici dell&#8217;università, della MANCATA selettività del corso di laurea. Magari ci fosse stato un test di ammissione o almeno una selezione costante e continua. Invece no, trenta e lode come se piovesse, esami passati imparati quattro cretinate in pochi giorni&#8230;.e il risultato è che pur essendo pochi i laureati in filosofia, poche migliaia l&#8217;anno in tutta Italia, siamo tutti dannatamente disoccupati, precari, sfruttati, falliti.<br />
Pochi di quelli che si sono laureati in filosofia, soprattutto nel mio periodo o dopo, hanno avuto chance di insegnare nell&#8217;università, di fare ricerca, o di insegnare nella scuola pubblica o privata.<br />
Cosa sarebbe successo, se invece di permettere a &#8211; mettiamo &#8211; 10.000 studenti l&#8217;anno di laurearsi in filosofia, lo si fosse permesso, che so, a 2000 &#8211; selezionandoli in base alla loro cultura e capacità di comprendere e di studiare? Magari quei 2000 ora avrebbero avuto più chance di entrare nell&#8217;università o nella scuola, mentre gli altri 8000 si sarebbero subito dati da fare sul mercato del lavoro, senza perdere tempo cercando di conseguire una laurea a cui erano poco portati &#8211; e che alla fine avrebbe comportato per loro solo un rinvio della ricerca del lavoro, con un danno non più recuperabile nella costruzione di un cv professionale.</p>
<p>Infine, si sente dire che il test d&#8217;ammissione non va bene semplicemente perchè è un test. Ovvero che la selezione andrebbe fatta dopo il primo anno, in base ai risultati conseguiti dallo studente. Questa ad esempio è la posizione anche di molte associazioni di studenti universitari, alcune delle quali <a href="http://www.unionedegliuniversitari.it/articolo.asp?id=42">contestano</a>che la selezione venga fatta sulla base dello studio di materie (biologia, chimica etc.)che lo studente dovrebbe acquisire DOPO il test, non prima. Cioè si lamentano che il test contenga domande che hanno a che fare con la cultura scientifica che un aspirante medico dovrà apprendere!! Siamo all&#8217;assurdo. Se il test contiene domande di cultura generale, non va bene perchè non è cultura medica; ma se contiene domande di cultura medica, non va bene perchè lo studente dovrebbe imparare quelle cose all&#8217;università, cioè <strong>pochi mesi dopo il test</strong>!<br />
Viene quindi suggerito di fare una selezione dopo il primo anno di studi. Ovvero di farla come?Con un test?Oppure basandosi sui risultati degli esami?<br />
E chi garantirebbe che i risultati degli esami a quel punto non riproducano favoritismi e raccomandazioni? Perchè alla fine il vero problema diventerebbe quello. Almeno, le procedure del test offrono determinati livelli di garanzia contro il rischio raccomandati, che nell&#8217;ambito medico è sempre stato elevatissimo. Baroni, figli di medici, figli di dentisti&#8230;.Avrebbero la strada spianata, senza un test di selezione efficace e meritocratica.<br />
A danno, ovviamente, dei figli di nessuno, di chi vuole costruirsi un futuro senza contare su santi in paradiso e soldi usati per lubrificare gli ingranaggi del sistema.</p>
<p>Siamo insomma alla solita schizofrenia italica. Si parla tanto, e a sproposito anche, di meritocrazia. Ma quando finalmente si riesce a creare e mantenere in vita e perfezionare un sistema meritocratico, in un ambito così delicato come il sistema della salute, allora i giornalisti e le persone lo percepiscono, chissà mai perchè, come l&#8217;unica cosa che di meritocratico non ha assolutamente nulla: il <em>superenalotto</em>. </p>
<p><strong>Update</strong>: Su Repubblica una <a href="http://www.repubblica.it/cronaca/2010/09/03/news/apirante_medico-6721414/">testimonianza</a> di un candidato che ha sostenuto ieri la prova di ammissione a medicina. E si ritorna a quel che dicevo: per evitare &#8220;<em>la delusione degli esclusi</em>&#8221; (sic!), si propone di rimandare la selezione al secondo anno, magari basandola sugli esami sostenuti. Come se poi al secondo anno la delusione, negli esclusi, potesse sparire d&#8217;incanto. Dopo aver perso un anno inutile a studiare.</p>
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		<title>Non sanno cosa dire</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Aug 2010 12:42:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri]]></category>

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		<description><![CDATA[Solo una breve considerazione. Di fronte al dolore, le persone non sanno cosa dire. Non sanno. Come se la loro fosse una sorta di ignoranza. Una impreparazione. Un deficit non di volontà, ma una lacuna negli studi. Il dolore esorta &#8230; <a href="http://www.paolograziani.it/?p=203">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Solo una breve considerazione.</p>
<p>Di fronte al dolore, le persone non sanno cosa dire.</p>
<p>Non sanno. Come se la loro fosse una sorta di ignoranza. Una impreparazione. Un deficit non di volontà, ma una lacuna negli studi.</p>
<p>Il dolore esorta al confronto con quella mancanza che è propria del linguaggio, purtroppo. &#8220;Nessuna cosa sia dove la parola manca&#8221;, diceva un verso. E invece, è dove la parola manca, che si avverte la possibilità &#8211; o l&#8217;assenza &#8211; di quel che si nasconde in quel &#8220;sia&#8221;: l&#8217;essere. Nella mancanza, nello svanire della parola, svanisce o si manifesta il fatto che siamo o non siamo, o entrambi insieme.</p>
<p>E&#8217; questo ciò che non sanno. Non sanno di (non) essere. </p>
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		<title>Quei due</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Aug 2010 16:24:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Personale]]></category>
		<category><![CDATA[citazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Baglioni]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;ma che cosa è mai è un rumore di quanti battiti è un rancore di troppi fremiti e per tutti è l&#8217;amore favola da eroi che pretendersi lì è da stupidi per nascondersi poi da pavidi e perdersi come quei &#8230; <a href="http://www.paolograziani.it/?p=201">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8220;ma che cosa è mai<br />
è un rumore di quanti battiti<br />
è un rancore di troppi fremiti<br />
e per tutti è l&#8217;amore<br />
favola da eroi<br />
che pretendersi lì è da stupidi<br />
per nascondersi poi da pavidi<br />
e perdersi come quei due<br />
(&#8230;)<br />
ma che cosa è mai<br />
è il bagliore di alcuni attimi<br />
è l&#8217;errore di mille secoli<br />
e per sempre è l&#8217;amore<br />
amore e muore prima o poi<br />
con lo svendersi il cuore e l&#8217;anima<br />
con lo spendersi ogni lacrima<br />
e rendersi conto che siamo noi<br />
quei due&#8221;</em></p>
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		<title>Buona creanza virtuale</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Aug 2010 06:24:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Banalità]]></category>
		<category><![CDATA[Personale]]></category>

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		<description><![CDATA[Sarebbe alla fine pure una banalità, e non lo è, evidentemente. Quelle poche volte che decido di fidarmi di una persona nuova, conosciuta sul web &#8211; sono ormai una persona molto diffidente, provata dalle delusioni &#8211; inesorabilmente vado incontro, prima &#8230; <a href="http://www.paolograziani.it/?p=196">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sarebbe alla fine pure una banalità, e non lo è, evidentemente. </p>
<p>Quelle poche volte che decido di fidarmi di una persona nuova, conosciuta sul web &#8211; sono ormai una persona molto diffidente, provata dalle delusioni &#8211; inesorabilmente vado incontro, prima o dopo, ma spesso più prima che dopo, a questo tipo di situazione.</p>
<p>Accade, per lo più, all&#8217;improvviso, quando non te lo aspetti. Scambiavi normalmente le tue email, di tanto in tanto, a frequenza magari settimanale, o bi-trisettimanale, con il nuovo amico. A volte capitava anche di trovarsi in chat, ed era l&#8217;occasione per allargare il raggio della reciproca conoscenza, aprirsi un pochino di più, provare a chiedersi quelle cose che, chieste in email, sarebbero sembrate indiscrete.</p>
<p>Poi, eccolo, accade: il silenzio. L&#8217;altra persona che sparisce. L&#8217;ansia che sale. Ovviamente quel silenzio ha un <em>terminus a quo</em>: l&#8217;ultima mail che hai inviato tu, aspettando o sollecitando una sua risposta. Che non arriva. All&#8217;inizio pensi che l&#8217;amico sia troppo occupato, magari ha problemi di collegamento, poi lo trovi tranquillamente impegnato sui vari Social Network come se nulla fosse&#8230;e allora cominci a pensare che la mail non sia arrivata, o che si sia persa, per distrazione, in mezzo a cumuli di spam. </p>
<p>E allora, riprovi. Stavolta scegli un mezzo diverso. Usi la mail interna di un altro social network, dove sicuramente il problema dello spam non si pone, e che sicuramente il tuo amico leggerà, perchè non può sfuggirgli, perchè su quel SN lui c&#8217;è, è attivo, presente.</p>
<p>E invece passano tre giorni, vi incrociate persino in commenti ad altrui messaggi &#8211; e nulla, non una risposta, non una spiegazione. </p>
<p>Molti considerano queste cose del tutto normali. Dicono che sul web non siamo che &#8220;<em>esadecimali in stringhe che compongo immagini, parole, stati d&#8217;animo</em>&#8220;. Stati d&#8217;animo fittizi, immagini frutto della fantasia, composizioni non reali attribuibili solo a nickname di incertà identità e di nessuna esistenza.</p>
<p>E&#8217; un po&#8217; come quando la teoria dell&#8217;eterno ritorno viene trasformata in canzone da organetto, nell&#8217;idea per cui tutto alla fine si ripete identicamente, e quindi tutto è meccanicamente prevedibile. Ci tornerò, magari, su questa teoria, su cui tanto ha inciso la visione di Matrix, nelle menti di chi non aveva gli strumenti culturali per leggere oltre, per capire con più coraggio ciò che vedeva.</p>
<p>Ma, tornando all&#8217;amico disperso nel web. Che ne sarà stato? Alla fine cominci a chiederti, semplicemente, quale torto gli avrai mai fatto. In quale categoria sarà stata classificata la tua corrispondenza. Quella dei disturbatori?Quella degli ex-amici?Quella dei &#8220;ora non ne ho voglia&#8221;?Quella degli pseudointellettuali moralizzatori che ti imballonano e poi si contraddicono coi fatti? </p>
<p>Non lo puoi sapere, non posso saperlo. Resto qui in attesa di una risposta. Che magari sarebbe anche solo, alla fine, un gesto di buona creanza: perchè il web non è una zona franca dove le regole della buona educazione non valgono, e alla fine ti restano solo quelle, cui appellarti, quando la delusione si fa così insopportabile.</p>
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		<title>Allagati dal cemento</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Aug 2010 19:25:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Personale]]></category>

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		<description><![CDATA[Dicono che forse la causa dei continui, crescenti, inspiegabili danni al territorio, alle strade, agli edifici, causati dagli allagamenti sia la cementificazione incessante, in realtà. Per dire: gli uffici circoscrizionali del comune di Carrara, la zona di Marina, è completamente &#8230; <a href="http://www.paolograziani.it/?p=194">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dicono che forse la causa dei continui, crescenti, inspiegabili danni al territorio, alle strade, agli edifici, causati dagli allagamenti sia la cementificazione incessante, in realtà.</p>
<p>Per dire: gli uffici circoscrizionali del comune di Carrara, la zona di Marina, è completamente allagata. E tutto questo per un giorno di temporale. </p>
<p>Il fatto è che qui, come già dicevo qualche post fa, nessuno batte ciglio. Abito a poche centinaia di metri da uno sbancamento di terreno di parecchi ettari, destinati ad accogliere il futuro nuovo ospedale provinciale. E va bene, forse l&#8217;ospedale è la cementificazione più utile, fra tutte.<br />
Ma&#8230;..qui è un continuo. Palazzine su palazzine. Un giorno uscirò di casa con una telecamera e documenterò questo scempio. Dovunque ci sia un angolo di verde ancora libero, bisogna sempre aspettarsi che di lì a poco sarà trasformato in un bel mucchio di cemento verticale.<br />
E poi giri per le strade, e ti accorgi che qui, nonostante lo spazio a disposizione fosse tanto (diciamo per stare stretti 15 kmq di territorio, parlo della sola Marina di Massa, per una popolazione residente di non più di 15.000 abitanti), le strade, appunto, sono tutte o quasi strettissime, insufficienti per garantire il passaggio contemporaneo di due auto in senso opposto.<br />
Ovvero: si sono dimenticati di lasciar spazio per passare in auto. Si viaggia a senso unico alternato, ovunque.<br />
Finchè è inverno, tutto bene. Tanto passano poche macchine. D&#8217;estate, la regola è litigare con quello che arriva di fronte, ingaggiando una lotta a chi ce l&#8217;ha più duro, il veicolo.<br />
E&#8217; assurdo, tutto questo, avendo a disposizione 15 kmq da gestire per una piccola cittadina turistica. Che ci voleva a lasciare lo spazio per le strade?<br />
Ma chissenefrega. Qui lo spazio, a quanto pare, è solo quello sottratto &#8211; ancora per poco &#8211; alla frenesia del cemento selvaggio. E di chissà che qualità, poi. Speriamo non sia quella abruzzese.</p>
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		<title>Non avere pietà</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 16:47:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Semplicemente, accadono cose nella vita dopo le quali capisci che avere pietà non è nelle tue corde. Non si tratta di diventare cattivo. Si tratta di diventare apatico, apatico quando gli altri potrebbero approfittare delle tue emozioni come debolezze, o &#8230; <a href="http://www.paolograziani.it/?p=184">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Semplicemente, accadono cose nella vita dopo le quali capisci che avere pietà non è nelle tue corde. Non si tratta di diventare cattivo. Si tratta di diventare apatico, apatico quando gli altri potrebbero approfittare delle tue emozioni come debolezze, o apatico quando il fatto di provare emozioni, ti indebolisce, ti espone.</p>
<p>Come dire: ci sono cose che voglio tenermi per me. Cose che pensavo servissero, potessero essere davvero utili a qualcuno. Ma quando cominci ad accumulare troppe prove che non è così, allora è il momento di non avere pietà.</p>
<p>E se per questo qualcuno si ritrova a lamentarsi per essersi bagnato per la pioggia, sulla via per raggiungermi, quando avrei potuto benissimo aspettare &#8211; dice &#8211; eh, sono veramente solo cavoli suoi.</p>
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		<title>Bambini venite parvulos</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Jul 2010 08:24:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Anticlericalismo]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Se mi fosse capitato un pedofilo non lo avrei  denunciato&#8221; Un vescovo emerito della chiesa cattolica apostolica romana, tal Babini da Grosseto. Non ho molte parole da aggiungere, solo una domanda. Ma come fate ad entrare ancora in quelle chiese?Perfino &#8230; <a href="http://www.paolograziani.it/?p=181">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<em>Se mi fosse capitato un pedofilo non lo avrei  denunciato&#8221;</em></p>
<p>Un <a href="http://www.ilpost.it/2010/07/27/omosessualita-piu-grave-della-pedofilia-monsignor-babini-vescovo-grosseto/" target="_blank">vescovo</a> emerito della chiesa cattolica apostolica romana, tal Babini da Grosseto.</p>
<p>Non ho molte parole da aggiungere, solo una domanda. Ma come fate ad entrare ancora in quelle chiese?Perfino quando dentro ci sono opere d&#8217;arte grandiose, il lezzo della loro dottrina radicalmente contraria alla vita, radicalmente antimorale, il puzzo di secoli di vergogne e di infamie provoca un solo desiderio: stare più lontani possibili, da queste tonache putrescenti, da queste menti disturbate. Vergognatevi per loro, almeno.</p>
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		<title>Love Parade</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Jul 2010 07:05:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; una piccola cosa. Ma penso a ciò che era trasgressivo un tempo. A ciò che era politico. La Love Parade nacque per quello, come riporta wikipedia: &#8220;Fu innanzitutto una manifestazione di tipo politico, per la pace e la fratellanza internazionale&#8221;, &#8230; <a href="http://www.paolograziani.it/?p=178">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; una piccola cosa.</p>
<p>Ma penso a ciò che era trasgressivo un tempo. A ciò che era politico.<br />
La Love Parade nacque per quello, come riporta wikipedia: &#8220;Fu innanzitutto una manifestazione di tipo politico, per la pace e la fratellanza internazionale&#8221;, 4 mesi prima della caduta del muro di Berlino.</p>
<p>E vedere che oggi essa è divenuta la parata di una massa informe, diventata così enorme da autodistruggersi, rende bene ragione di quel che è oggi il destino di ciò che è rivoluzionario, di ciò che è alternativo, in questa odierna transmodernità.</p>
<p>Alla fine diventa solo una questione di <a href="http://www.repubblica.it/esteri/2010/07/25/foto/la_tragedia_di_giulia_le_sue_immagini_sul_web-5821281/1/?ref=HRER1-1" target="_blank">occhiali da sole orrendi</a>, come quelli della povera ragazza morta.</p>
<p>(<em>a proposito: pensateci alle foto che mettete su Facebook, su internet. Come quando vi mettete le mutande pulite, nell&#8217;eventualità che vi succeda qualcosa, uscendo di casa. Ecco, pensateci, pensate a come starà il vostro album di foto private sull&#8217;home page di Repubblica.it , nel caso</em> ).</p>
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		<title>Paternità</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Jul 2010 15:00:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Personale]]></category>
		<category><![CDATA[citazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Non si può firmare nè un figlio nè un&#8217;opera. Essere padre è fare l&#8217;esperienza (&#8230;)del fatto che non si è padre, che del figlio o della figlia non si risponde, perchè rispondono da soli. (&#8230;)Se chi sta avendo dei figli(&#8230;)non &#8230; <a href="http://www.paolograziani.it/?p=174">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Non si può firmare nè un figlio nè un&#8217;opera. Essere padre è fare l&#8217;esperienza (&#8230;)del fatto che non si è padre, che del figlio o della figlia non si risponde, perchè rispondono da soli. (&#8230;)Se chi sta avendo dei figli(&#8230;)non si ferma, è proprio perchè ciò che fa scorre continuamente dietro di lui e gli è essenzialmente non coincidente, non adeguato.&#8221;</p>
<p>(J.Derrida, &#8220;Il gusto del segreto&#8221;).</p>
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		<title>Che razza di paese</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Jul 2010 15:20:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Banalità]]></category>

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		<description><![CDATA[Dovevo pagare un bollettino. Da giorni l&#8217;ufficio postale locale ha un cartello, &#8220;problemi tecnici ai computer potrebbero provocare rallentamenti&#8221;. In sostanza, lavorano a mano. Conseguenza, file interminabili. Ieri sono passato, era ancora così.Sono tornato stamane. A ora di apertura. Vuoto&#8230;.e &#8230; <a href="http://www.paolograziani.it/?p=171">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dovevo pagare un bollettino. Da giorni l&#8217;ufficio postale locale ha un cartello, &#8220;problemi tecnici ai computer potrebbero provocare rallentamenti&#8221;. In sostanza, lavorano a mano. Conseguenza, file interminabili.</p>
<p>Ieri sono passato, era ancora così.Sono tornato stamane. A ora di apertura. Vuoto&#8230;.e certo: assemblea sindacale, CHIUSO per due ore.</p>
<p>Ho controllato anche in un altro ufficio, a 5 km di distanza, chiuso ugualmente. Alla fine ho deciso di pagare con un supplemento, on-line, tramite la mia banca.</p>
<p>Ma com&#8217;è possibile che ieri non ci fosse nessun cartello che segnalava l&#8217;assemblea di stamane?E com&#8217;è possibile che i sistemi, i computer, siano tenuti per giorni e giorni fuori servizio? Alle Poste?</p>
<p>A Milano Berlusconi ritira il premio come statista, assegnatogli dalla provincia di Milano. Siamo il paese in cui queste cose sono possibili. E le due cose sono strettamente legate fra di loro. Nessuno se ne frega, nessuno si arrabbia, sono tutti impegnati a amalgamare la sabbia con la crema solare.</p>
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